Scritto il 14/09/2023
Negli anni 70 c’era una rivista che diventò in poco tempo un punto di riferimento per tutti i giovani. Ne ho già scritto molto e non mi dilungo ad entrare nei particolari. La rivista si chiamava Ciao 2001 e visse fino al 1994, anche se praticamente morì nel 1983 insieme al suo direttore storico Saverio Rotondi e insieme a tanta di quella musica che raccontava.
Mi sono imbattuto in rete in questa pagina (foto sotto) di un numero del gennaio 1974. La rubrica si chiamava Help ed era uno spazio in cui “l’aiuto” consisteva nel cercare di mettere in contatto ragazzi con altri ragazzi. Ragazzi soli che cercavano amici, ragazzi alla ricerca di una persona conosciuta in vacanza e poi persa – perché allora era possibile conoscere qualcuno al mare e poi perderlo - ragazzi che erano rimasti colpiti da lettere pubblicate dalla rivista e volevano conoscerne l’autore.
Ragazzi che prendevano carta, penna e francobollo per scrivere una lettera a un giornale senza sapere neanche se e quando questa veniva pubblicata. La cosa che balza all’occhio in questa pagina, oltre all’assoluta mancanza di privacy con quegli indirizzi sbandierati ai quattro venti, è la solitudine e la conseguente voglia frenetica di conoscere quello che c’era al di fuori delle proprie città e della cerchia dei propri amici. Quasi una ricerca spasmodica di quella globalizzazione che sarebbe arrivata decine di anni dopo.
L’avvento di internet, specialmente dei social, ha sicuramente alleviato la solitudine che si legge nelle righe di questa pagina del Ciao, rendendo facilissimo il contatto, le nuove amicizie, la conoscenza dell’esterno e la condivisione potenziale di ogni frammento di vita, avendo fortunatamente la possibilità di decidere quali e quanti frammenti condividere. La scomparsa dell’utilità di rubriche cartacee come questa potrebbe essere la parte positiva dei social. All’inizio lo era anche la possibilità di informarsi. Poi il fare informazione è diventato alla portata di tutti. E questo è il motivo per cui bisognerebbe lanciarlo adesso un grande “HELP”.
© Marco Gubbini 2023