Scritto il 28/10/2023
Quattro giorni a Napoli, dentro Napoli, immersi a Napoli. Non esistono istruzioni per l’uso per visitare questa città. Devi andare a braccio. Non è come Roma, Firenze o Venezia, dove arrivi con una lista di monumenti e ti avvii a fare il turista. No. Napoli è come viaggiare anni luce a bordo di un’astronave per poi atterrare in un universo parallelo.
È sorrisi, gentilezza, voglia di leggerezza, curiosità per il posto da dove provieni (“da dove venite” te lo chiedono praticamente tutti coloro con i quali incroci gli occhi). È buon cibo. È arte. È la pizza.
Mai conosciuta una città con un senso di appartenenza più grande. Non sentirete neanche mezzo napoletano parlare male della propria città. Mai. Nonostante i tanti problemi, cronici, che l'assillano. Napoli è un posto dove sembra esserci il sole anche quando non c’è, con quell’aria dipinta ovunque da Totò, Eduardo, Pulcinella, Troisi, Pino.
In quattro giorni ovviamente non sono riuscito a capire il pianeta Napoli. Forse non ci sarei riuscito neanche in quattro anni, perché solo i napoletani capiscono Napoli ed è giusto che sia così. Non sono riuscito neanche a capire se si venera di più San Gennaro o Maradona. Sicuramente la faccia del D10S è ovunque, più di Gennaro. Se guardi dritto, se giri la testa, se alzi la testa, Diego è lì. Nelle bandiere, nei murales, nei nomi dei piatti, delle pizze e nelle mille maglie appese ovunque col suo nome.
Non ho capito questa città, perché di questa città ti innamori e basta. E comunque nella vita le certezze sono rare. Una di queste è che Napoli è veramente “mille culure”.
© Marco Gubbini 2023