Scritto il 27/03/2024
Mi è capitato questo libro e l'ho letto in una domenica - sono poco più di 100 pagine. L'ho trovato di una bellezza unica.
Giorgio Cordini è stato per otto anni il chitarrista di Fabrizio De André e quello che si legge in queste pagine è umiltà, professionalità e voglia di rincorrere sogni.
Oltre a conoscere meglio e da vicino quell'artista immenso che è Faber, si scopre che, alla fine, i "ritmi" del palco sono uguali per tutti. Perlomeno per tutti quelli che mettono professionalità per qualsiasi platea abbiano davanti, anche 10 persone.
Tra le tante belle perle del libro, una delle più significative è il racconto di quando Cordini va nel panico appena scopre di dover suonare la ritmica dell'intro di "Se ti tagliassero a pezzetti" rimanendo da solo con De André. Allora si scrive gli accordi su un foglio appoggiandolo a terra, ma quando inizia il brano si accorge di non vedere nulla perché in quel momento il palco diventa buio e inizia a sudare freddo suonando alla cieca.
Tutto questo riporta sulla terra quelli che spesso consideriamo macchine perfette e dimostra che sul palco siamo tutti uguali. Insieme, ma anche soli. Dentro una magia.
È un libro da consigliare a chi ama l'adrenalina del palco, a chi ama Faber, ma non ne conosce il carattere perfezionista che aveva prima e durante i concerti. Da consigliare a chi non sa che l'arpeggio di Amico Fragile lo sapeva suonare solo lui, non per la difficoltà tecnica, ma per la magia, tanto che nessun chitarrista volle suonarlo nel concerto tributo del 2000. Da consigliare a chi ama l'arte e l'immortailtà che essa regala.
"𝐴𝑣𝑒𝑣𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑑'𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑑𝑖 𝑎𝑑 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑎𝑏𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜 𝐷𝑒 𝐴𝑛𝑑𝑟𝑒́, 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑙𝑎𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑎𝑛𝑔𝑜𝑙𝑜 𝑑'𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑎𝑙 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑧𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑖𝑛 𝑚𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎" (dalla prefazione di Alfredo Franchini)
© Marco Gubbini 2024